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I casi in cui si applica l’ICSI:
* Tube di falloppio ostruite
* Deficienza mashile
* Endometriosi
* Problemi immunologici
* Sterilità senza causa apparente
I trattamenti di fertilizzazione assistita nei quali si applica il processo conosciuto come ICSI, sono uguali a quelli in cui si usa la fertilizzazione in vitro semplice, eccetto un punto: mentre quest’ultima consiste nel collocare gli spermatozoi in un recipiente di laboratorio perché nuotino verso l’ovulo e lo penetrino con i loro propri mezzi, nell’ ICSI ogni ovulo riceve direttamente l’iniezione di uno spermatozoo al suo interno, per essere poi lasciato nel recipiente dove continuerà la sua fecondazione.
Il resto dei processi precedenti e posteriori, dai preparativi all’impianto dell’embrione sono gli stessi sia per l’ ICSI che per la fertilizzazione in vitro tradizionale, e tanto in una che nell’altra, 24 ore dopo si osservano gli ovociti in cerca dei primi segni di fertilizzazione, dati dalla presenza di due piccole sfere dentro l’ovulo: i pronuclei maschili e femminili.
L’ICSI è un procedimento cui si ricorre fondamentalmente quando l’uomo presenta deficienze nella produzione del seme. In alcuni casi severi questa deficienza è tanto importante da non permettere di ottenere la quantità necessaria di spermatozoi per mezzo della semplice eiaculazione e si rende necessaria la raccolta di spermatozoi che sono contenuti nei testicoli nel condotto deferente o nell’epididimo. La raccolta si fa mediante procedimenti complementari di puntura e aspirazione.
Tipi diversi di ICSI:
* ICSI semplice (Iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi)
* ICSI combinato con Puntura o biopsia testicolare
* ICSI combinato con Puntura dell’epididimo (MESA)
Data: 27/04/2008
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