Scopri La Fecondazione


La Fecondazione Assistita è quel procedimento che consente a tutti coloro che non hanno la fortuna di concepire naturalmente, la gioia di una gravidanza. Dal momento che i trattamenti di fertilità prevedono tempi decisamente lunghi, Plenitas Italia ha sviluppato programmi speciali che permettono ai pazienti di avviare la procedura a casa propria, pochi mesi prima del viaggio in Argentina, così da risparmiare una notevole somma di denaro, ma al contempo sicuri di essere costantemente seguiti da professionisti del settore. Migliaia di coppie hanno beneficiato di queste tecniche di riproduzione assistita per nulla differenti da gravidanze naturali ed oggi hanno la grande soddisfazione di essere genitori.

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INFORMAZIONI UTILI

Le ipotesi di trattamenti di fecondazione sono cinque:

  • Fecondazione in vitro
  • ICSI (iniezione intra citoplasmatica di spermatozoi)
  • Donazione degli ovociti
  • Crioconservazione di embrion
  • Crioconservazione degli spermatozoi
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DETTAGLI DELL’INTERVENTO

I sette passi della Fecondazione Assistita
(combinazioni possibili iperstimolazione ovarica controllata)


1) Durante il processo naturale di ovulazione, l’ormone FSH fa sì che all’interno delle ovaie si sviluppino vari ovuli, ed all'interno di ognuno i rispettivi follicoli. Ma di tutti, solo uno maturerà e sarà pronto a lasciare il follicolo per impiantarsi nell'utero. I restanti moriranno.
Obiettivo dei trattamenti di fecondazione assistita è quello di aumentare le possibilità di successo, stimolando l’ovaia con un ormone extra che porta alla produzione di più di un follicolo utile. Per ottenere tale risultato si inietta nella donna l’ormone FSH che induce la formazione naturale di follicoli, utilizzando però un dosaggio notevolmente superiore. Questo fa sì che vari follicoli continuino a svilupparsi. La somministrazione di questo ormone avviene tramite un’iniezione ed è talmente semplice che può essere effettuata dalla paziente stessa. Lo sviluppo dei follicoli indotto viene quindi monitorato con ecografia transvaginale. Poiché la produzione di follicoli varia in base a ciascuna donna, il medico durante il trattamento si riserva di variare dosi e somministrazioni secondo l’evoluzione di ogni singolo caso.

2) Raccolta degli ovuli
Una volta che i follicoli sono maturati, è necessario raccogliere gli ovuli dal loro interno. Per effettuare tale procedura occorre che l’assistita si rechi nel centro medico di riferimento dove, sotto sedativi, il medico procederà all’agoaspirazione dei follicoli, mediante un ago cavo. Il tutto guidato attraverso controllo ecografico. Il numero di ovuli estratti varia da donna a donna.

3) Controllo del seme
Il seme appartenente al partner viene esaminato al fine di stabilirne la qualità. Qualora non ci fossero abbastanza spermatozoi nel seme, sarà necessario effettuare una biopsia o una puntura testicolare per aumentarne la presenza. Una volta accertato che la quantità e la qualità dello sperma sono adeguati, sia per via spontanea o assistita, si procede ad effettuare la fecondazione in vitro.

4) La fecondazione in vitro
Lo sperma raccolto e gli ovuli espiantati vengono quindi incubati insieme in modo che la fecondazione si produca autonomamente. Se la qualità o la quantità dello sperma non fosse adeguata sarà necessario procedere tramite aiuto di laboratorio affinché la penetrazione dello spermatozoo nell’ovulo dia il risultato sperato. Tale tecnica è denominata ICSI (Intra Cytoplasmic Sperm Injection). Ventiquattro ore dopo la fecondazione in vitro tradizionale o l’ICSI, gli ovuli verranno esaminati per accertarsi che vi siano segni visibili di fecondazione, ossia che si manifestino le due piccole sfere dentro l’ovulo:i pronuclei maschili e femminili.

5) Coltivazione degli embrioni
Una volta accertata la presenza dei pronuclei, gli embrioni vengono incubati entro i due giorni successivi e ne verrà osservata la moltiplicazione cellulare: in primo luogo è necessario dividere in due parti le cellule, poi in quattro. La divisione degli embrioni in 8 cellule, 72 ore dopo l’aspirazione, permetterà di predire quante possibilità di risultati positivi si avranno. Talvolta, gli embrioni vengono lasciati qualche giorno in più per raggiungere la fase di blastocisti, il più consono per l'impianto nell’utero.
Se la membrana pellucida è troppo spessa l'embrione potrebbe avere difficoltà nel romperla e impiantarsi nell'utero. Se ciò dovesse verificarsi sarà necessario produrre un piccolo foro nella membrana per aiutare l'embrione ad uscire; questo processo è denominato “assisted hatching” o ecclosione assistita.
A questo punto gli embrioni selezionati verranno trasferiti nella cavità uterina per mezzo di una cannula. Tutto il processo verrà effettuato tramite ecografia in modo che gli embrioni vengano inseriti correttamente.

6) Trasferimento degli embrioni
Il numero di embrioni trasferiti viene deciso per ogni singolo caso, in base all'età, alle caratteristiche degli embrioni sviluppati ed agli antecedenti della coppia. Di solito si trasferiscono da 2 a 3 embrioni. Questa valutazione personalizzata dà ottime possibilità di realizzare la gravidanza con successo e senza grossi rischi di gravidanze multiple. Se il numero degli embrioni utilizzabili dovesse essere superiore al numero di quelli che verranno effettivamente trasferiti, quelli in eccesso potranno essere conservati (criopreservazione) per future gravidanze evitando di dover così ripetere le 5 fasi precedenti.

7) Mantenimento della fase luteale
Una volta che l'embrione è stato trasferito, la donna può tornare alle sue normali attività. L’unico trattamento che dovrà mantenere sarà l’assunzione del progesterone, l’ormone che favorisce lo sviluppo dell’endometrio, zona in cui s’impianta l’embrione.
Circa 14 giorni dopo che gli embrioni sono stati trasferiti, verrà effettuato il test di gravidanza, ma la reale conferma si avrà solo due settimane dopo: grazie all'ecografia si accerterà la presenza del sacco gestionale e della sua attività cardiaca. Dal momento in cui la gravidanza sarà confermata tutto procederà come natura vuole.

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GLI SPECIALISTI MEDICI CHIRURGHI

Dr. Adán Nabel
Medico laureato presso la Universidad de Buenos Aires.
Matricola Nº 90.407.
Residenza in Ginecologia e Ostetricia, Hospital Durand, Buenos Aires, 1995-99.
Specialista in medicina riproduttiva (SAMER), Ginecologia e Ostetricia per ultrasuoni (SAUMB)

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COSTI


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